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Spazi sicuri e accoglienti vi attendono all’Hotel Eurorest.
Cos’è cambiato? Ancora più attenzione ai dettagli e cura per il vostro star bene.

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Concerti

BRYAN ADAMS ALLA ZOPPAS ARENA

Bryan Adams in concerto alla Zoppas Arena di Conegliano

Bryan Adams ha annunciato tre concerti in programma in Italia per il prossimo febbraio. Il tour a supporto del suo nuovo lavoro discografico farà tappa in Italia l’11 febbraio 2022 al Palazzo dello Sport di Roma, il 12 febbraio al Mandela Forum di Firenze e il 14 febbraio alla Zoppas Arena di Conegliano. 

Adams è uno dei musicisti live più entusiasmanti del mondo, le sue performance energiche, la sua naturale presenza scenica e la sua voce incredibile sono garanzia di emozione e divertimento. L’influenza di Adams si estende per quattro decenni durante i quali ha fatto uscire 14 album. Le sue capacità di songwriter gli hanno assicurato numerosi premi e riconoscimenti; tra di essi vi sono 3 Nominations agli Oscar, 5 nominations ai Golden Globe e 1 Grammy Award.

Dopo un’attesa di quasi due anni e mezzo i fans Italiani potranno riabbracciare il rocker canadese. Il songwriter si presenterà sul palcoscenico con i brani del nuovo album, So Happy It Hurts. Quest’ultimo è in uscita a marzo 2022. Conterrà certamente brani che andranno ad aggiungersi alle tante hits con cui Bryan Adams ha occupato le classifiche di tutto il mondo negli ultimi 40 anni.

La nostra offerta:

A tutti colori che parteciperanno al concerto il 14 Febbraio 2022 alla Zoppas Arena verrà garantito uno sconto del 10% sulla tariffa del giorno.

Basterà citare l’evento in fase di prenotazione! L’offerta è riservata alle prenotazioni pervenute direttamente, telefonicamente o via

Concerti

I NEGRAMARO ALLA ZOPPAS ARENA

I Negramaro in concerto alla Zoppas Arena di Conegliano

Mercoledì 27 Aprile 2022 i Negramaro saranno in concerto alla Zoppas Arena di Conegliano.

Il nuovo tour indoor dei Negramaro era previsto a partire dal 7 ottobre 2021 ma è stato riprogrammato nel 2022. I biglietti precedentemente acquistati restano validi per le nuove date. A partire da marzo 2022, la più importante band italiana si esibirà in 15 città italiane per 18 imperdibili date.

La nostra offerta:

A tutti colori che parteciperanno al concerto il 27 aprile 2022 alla Zoppas Arena verrà garantito uno sconto del 10% sulla tariffa del giorno.

Basterà citare l’evento in fase di prenotazione!

L’offerta è riservata alle prenotazioni pervenute direttamente, telefonicamente o via mail.

Mostre

La mostra fotografica di Steve Mccurry

06 Ottobre 2021 – 13 Febbraio 2022

Palazzo Sarcinelli, Conegliano

E’ stata inaugurata il 6 ottobre 2021 “Icons”, la nuova grande mostra di Palazzo Sarcinelli,  dedicata al fotografo statunitense Steve McCurry.

L’esposizione si concentrerà sulle esperienze artistiche e di reportage del grande fotografo, a partire dai primi storici viaggi in India e in Afghanistan . Proprio dall’Afghanistan proviene Sharbat Gula, la ragazza resa celebre dalla prima pagina del National Geographic e conosciuta dal fotografo nel campo profughi di Peshawar in Pakistan. La ragazza è diventata
simbolo della tragedia dell’Afghanistan e della dignità con cui il suo popolo ha affrontato la guerra e l’esilio. 

Sharbat Gula – Steve Mccurry

In mostra le sue più grandi icone: ritratti, immagini di guerra, culture extraoccidentali. Le sue immagini sono pura poesia, capaci di suscitare sofferenza e gioia, stupore e ironia. 

Ospitando queste opere Conegliano si apre ancora una volta al panorama internazionale.

Orari della mostra: dal mercoledì al venerdì: ore 10-13 e 15-18; sabato, domenica e festivi: ore 10-19.

Concerti

I PINGUINI TATTICI NUCLEARI ALLA ZOPPAS ARENA

I Pinguini Tattici Nucleari in concerto alla Zoppas Arena di Conegliano

Sabato 19 Febbraio 2022 i Pinguini Tattici Nucleari saranno in concerto alla Zoppas Arena di Conegliano.

Dopo gli ultimi rinvii, sono state finalmente ufficializzate le nuove date che porteranno, per la prima volta, i Pinguini Tattici Nucleari nei palazzetti italiani.

La nostra offerta:

A tutti colori che parteciperanno al concerto alla Zoppas Arena verrà garantito uno sconto del 10% sulla tariffa del giorno.

Basterà citare l’evento in fase di prenotazione! L’offerta è riservata alle prenotazioni pervenute direttamente, telefonicamente o via mail.

Concerto

DAVID GARRETT ALLA ZOPPAS ARENA

David Garrett in concerto alla Zoppas Arena di Conegliano

David Garrett, virtuoso e rockstar del violino, ha annunciato il suo “Alive” tour 2022. L’appuntamento per tutti i suoi fan della provincia di Treviso è fissato per giovedì 12 maggio 2022 alla Zoppas Arena di Conegliano.

Nel 2020 la rockstar del violino ha festeggiato dieci anni di carriera musicale e per questo aveva programmato un album e un tour mondiale, “Unlimited Live” per celebrarli. «Non vedevo l’ora di esibirmi dal vivo per voi – ha dichiarato ai fan – e speravo di poterlo fare almeno nel 2021, ma non è stato possibile. Per quanto questo mi rattristi, sono come sempre determinato a guardare oltre e sono elettrizzato al pensiero di potervi presentare un nuovo show, basato su “Alive” per il prossimo anno.

Ammirato da milioni di fan nel mondo, ha venduto milioni di biglietti per i suoi concerti, conquistato 25 Dischi D’Oro e 17 Platino in tantissimi paesi, da Hong Kong alla Germania, da Taiwan al Messico, passando per il Brasile, Singapore e altri. 

La nostra offerta:

A tutti colori che parteciperanno al concerto il 12 Maggio alla Zoppas Arena verrà garantito uno sconto del 10% sulla tariffa del giorno.

Basterà citare l’evento in fase di prenotazione! L’offerta è riservata alle prenotazioni pervenute direttamente, telefonicamente o via mail.

IMPRENDITORI LUMINOSI A KM 0
PIERPAOLO BECICH
DALLE BASI AL DOMANI, DAL DOMANI ALLE BASI

La vita è incredibile. Semplice e complessa, luminosa e buia, fatta di strade, di relazioni, di cerchi che si chiudono e si riaprono, di molte domande e qualche risposta…

Una bellissima mattina di sole a Cà Milone, a pochi chilometri da Conegliano, c’è stato il tempo e lo spazio, immersi nella natura, per chiacchierare delle basi e del futuro.

Pierpaolo Becich di San Servolo è un imprenditore “nostrano”, prima Responsabile Marketing Finanziario, successivamente delle Relazioni Istituzionali di Electrolux e attualmente Addetto economico del consolato generale di Svezia in Italia. E’ stato poi fondatore di Focus Job: osservatorio del mondo dei dirigenti.

B&B Cà Milone

Un uomo che guarda ai giovani come la risorsa, “l’inchiostro” che può scrivere il domani.

Abbiamo iniziato dal centro, da quello che anche secondo Pierpaolo è il punto di partenza per qualsiasi discorso si voglia fare sul tema dei giovani, del lavoro, del futuro, della realizzazione professionale e personale: Come si educa? Come si formano le persone? Quanta attenzione c’è nei confronti dell’individuo, delle sue attitudini, del suo talento?

Tutto parte da qui e dalla crisi di armonia tra famiglia e scuola. “Molti dei sintomi e dei comportamenti che costituiscono tra l’altro un ostacolo e un costo per le aziende nascono da una carenza originale”.

In famiglia si parla sempre più raramente, per varie e ormai inflazionate cause: fretta, ansia di fare mille cose, senso di inadeguatezza…Al contempo nelle scuole spesso manca una visione, un contatto con la realtà del mondo lavorativo…e “tra famiglia e scuola più che sulla collaborazione, il rapporto è spesso basato su rimpalli di responsabilità”.

Spazi di sviluppo per uomini e donne destinati a ruoli di responsabilità sociale, di relazioni, terreno per giovani che si preparano al mondo del lavoro…”se non diamo ai ragazzi gli strumenti per affrontare questi processi, cosa ci aspettiamo dal domani?”

Quando c’è un problema però, spesso ci sono anche molteplici soluzioni e strade nuove da intraprendere. “Tra famiglia e scuola manca un mediatore”, una figura presente in Svezia fin dalla scuola primaria. Persone che sanno ascoltare, osservare, connettere, con l’obiettivo di favorire la crescita di chi un giorno, non troppo lontano, potrà aiutare la società a migliorarsi negli ambiti più disparati. “A volte basterebbe avere l’umiltà di osservare i progetti virtuosi che già ci sono in giro per il mondo e replicarli”.

I cambiamenti di questi ultimi 10 anni rispetto ai trent’anni precedenti sono stati incredibili; probabilmente nulla rispetto a ciò che succederà nei prossimi cinque anni. “Il rischio è di non riuscire a cambiare con altrettanta velocità l’atteggiamento delle persone”. I più sono impreparati ai cambiamenti in atto. E’ fondamentale dare ai giovani quell’humus, quel terreno che li aiuti ad inserirsi nella società e ad essere pronti ad affrontare il lavoro, la vita.

I giovani hanno bisogno di risposte. “Più li conosci più ti accorgi di quanto siano intelligenti, sensibili, attenti, disponibili, aperti al dialogo…ma molto diffidenti, molto delusi e molto arrabbiati. Essere arrabbiati oggi ed esserlo stati trent’anni fa sono due cose diverse. Trent’anni fa la rabbia si poteva manifestare andando in piazza, ci si aggregava fisicamente e si mandavano messaggi forti a chi aveva il potere di decidere…oggi tutto avviene in modo silente”. I giovani si organizzano nei social, dialogano di queste cose virtualmente, prendono delle decisioni e se ne vanno. Non hanno interesse a partecipare alla vita politica perché sono delusi. “Tutti noi come adulti-genitori dobbiamo sentire il peso di questa responsabilità, di aver perso tempo a litigare invece di creare nuove strade, di non aver dato l’esempio ai figli di saper lavorare in gruppo”.

I giovani reagiscono con decisioni silenziose: non votare, andare all’estero, arrangiarsi. “Nell’arte di arrangiarsi sono diventati bravissimi”. Oggi un ragazzo su due va all’estero. Nel 2007 solo il 19% dei giovani era disposto a lasciare l’Italia.

Nel processo di cambiamento, anche il mondo del lavoro è sempre più condizionato da nuove dinamiche.

È radicalmente cambiata la modalità in cui i giovani guardano alle aziende e queste si stanno rendendo conto dell’effetto boomerang. Ci sono realtà che da tempo hanno il problema di non riuscire ad attrarre i giovani perché quando i ragazzi le osservano, la percezione che hanno è di scatole vuote, senza sostanza. “Sono aziende che non hanno fascino, non sanno dare emozioni, non sanno trasmettere valori, non hanno sapore, sono gelide, asettiche, ripetitive, standard…e questo ai giovani non interessa…i ragazzi sono molto più intelligenti di questo, vogliono qualcosa di unico perché ritengono la loro vita unica, credono di meritarsi delle aziende piuttosto che altre”.

Le risorse che i giovani portano con sé, spesso oggi non si esprimono appieno nemmeno quando la vita lavorativa ha già preso il via. Molte volte non sono guidati da nessuno, e crescono con il “fai da te”. “Ne dobbiamo prendere coscienza e avere la volontà di creare un sistema che, letto in chiave nazionale porti ad un aiuto per le famiglie e a risorse per le aziende. Ci sarebbero vantaggi per tutti è solo una questione di mentalità”. Dobbiamo uscire dai retaggi del passato. Chi non è in grado di mettersi in discussione, di cambiare, come può evolvere?!

Molte aziende sono perplesse perché percepiscono che i loro fattori motivazionali aziendali non funzionano più. Quelli che erano un tempo i valori di crescita, non lo sono più per i giovani d’oggi. “È fondamentale però non interrompere il processo di assunzioni e di cambiamento per evitare il collasso”. È come se si dovesse integrare un bosco costantemente, piantando ogni anno nuovi alberi, per poter tagliare poi quelli cresciuti. Se si smette di piantare e si continua a tagliare, ad un certo punto non ci sarà più nulla. Se si ritarda l’inserimento dei giovani in azienda, diminuirà progressivamente anche il dialogo tra l’azienda stessa e i consumatori. “Prodotto, strategie, visione…diventeranno obsoleti e non incontreranno più la mentalità del nuovo cliente”.

Il cambiamento deve essere ascoltato e di conseguenza bisogna attrezzarsi per accoglierlo. Le figure senior devono assolutamente essere inserite come ausilio in questo naturale divenire; “sono l’esperienza e la storia, la controparte fondamentale per un dialogo costruttivo con i giovani”; devono esserci con i loro consigli, con la loro saggezza, con gli ‘alert’ e con tutto il bagaglio prezioso che si portano sulle spalle, ma non devono assolutamente frenare il cambiamento che viene dai giovani. “Bisognerebbe aver fretta di far crescere i giovani in azienda perché sono loro che hanno la capacità di leggere le esigenze dei nuovi consumatori”.

Un ruolo fondamentale in questo processo lo ricoprono gli imprenditori, e quelli che sanno vedere, possono davvero favorire il cambiamento.

“Dalla mia esperienza con le aziende svedesi, ho osservato che queste sono illuminate da fattori semplici. La bellezza del mondo svedese sta proprio nella semplicità e autenticità del fare. Non si fa per mostrare ma si fa per essere e questo si traduce in valori comuni che oltretutto aiutano il sistema svedese. E quello italiano?! Ma quale sistema!!! In Italia non esiste nei fatti una collaborazione tra settori. In Svezia le aziende dialogano tra di loro sulla base di valori condivisi indipendentemente dal settore di riferimento. Questo rende molto più facile comprendersi e collaborare, fare co-marketing e co-business”.

Basterebbe trovare gli aspetti condivisi anche in Italia. Ne abbiamo a volontà…La creatività, la fantasia, la comunicazione…perché non metterli assieme e creare un sistema Italia che anche all’estero ci renda tutti più a casa? Lavorare insieme. Ripensare alla propria storia, rileggerla in chiave moderna…questo aiuta ad acquisire consapevolezza della cultura, delle radici, delle basi su cui poter costruire tutti assieme come Paese.

Questo modo di fare è dato da un’attitudine naturale, ma si può anche insegnare e sviluppare…parte dal sistema familiare, dove si impara che i valori sono importanti.

“In Svezia c’è la solidità, l’affidabilità, l’andare al sodo delle cose, la condivisione, il pragmatismo”. I nuovi italiani di oggi, i giovani che vanno all’estero, devono sfatare i miti legati alla “figura dell’italiano cine-anni ‘60/’70, devono essere consapevoli degli handicap legati alla percezione della nostra cultura e puntare su chiarezza, trasparenza, onestà.

Il Made in Italy dovrebbe diventare il risultato della Scuola Paese, di un Paese che fa brand a tutto tondo. Quando si acquista qualcosa con il marchio Made in Italy bisognerebbe avere la percezione che ci si sta portando a casa un pezzo di Italia con tutti i suoi valori”.

I vigneti di Conegliano

Tra questi valori, sta prendendo sempre più piede anche quello della sostenibilità ambientale. “A volte mi viene da pensare che sia tardi. Abbiamo procurato talmente tanti danni all’ambiente…fregandocene, archiviando…vent’anni fa eravamo in tempo, dieci anni fa c’è stata l’ultima chiamata nell’indifferenza totale e adesso forse siamo in ritardo”.

Oggi molte aziende stanno affrontando i temi ambientali. La bella novità è che società che prima non si parlavano perché appartenevano a mondi diversi adesso hanno compreso l’importanza di dialogare per ottimizzare ogni aspetto della propria attività. In Italia, in questo Paese che è un paradiso, manchiamo ancora di previdenza e programmazione.

Essere illuminato, genitore, insegnante, imprenditore o chiunque tu sia, significa avere una visione di lungo termine, essere lungimiranti e relazionarsi. “Nel nostro paese nemmeno gli incubatori dialogano tra di loro…eppure si tratta dei luoghi dove la passione, l’interconnessione, l’innovazione dovrebbero essere il pane quotidiano”. Ognuno è geloso del proprio orticello… solo concorrenza, rarissima collaborazione.

Se si incentivassero la fantasia la creatività, l’espressione del potenziale di ognuno, le cose cambierebbero. Le relazioni, le connessioni, la visione…questo fa la differenza, questo dà corpo a un sistema.

“C’è tantissimo da dover fare. Il problema è che non c’è più tempo”. Dobbiamo cominciare subito.

Giulia Angelon

IMPRENDITORI LUMINOSI A KM 0
AMORIM CORK ITALIA
UN TOCCO LEGGERO CHE PROFUMA DI SUGHERO

Alcune piante vestono un tessuto meraviglioso. Avvolte da un manto prezioso, che è la loro pelle: il sughero.

A Conegliano, a pochi chilometri dall’Hotel Eurorest, ha sede la filiale italiana della multinazionale portoghese leader mondiale nel mercato delle chiusure in sughero.

Amorim Cork Italia è figlia del Gruppo Amorim, fondato nel 1870 e giunto ormai alla 4° generazione. Carlos Santos, AD, guida la sede italiana dal settembre del 1998.

Carlos Veloso Dos Santos – AD Amorim Cork Italia

Un’azienda che gli ha cambiato la vita, ci racconta sorridendo. “Ho scoperto un prodotto di cui mi sono innamorato, il sughero è davvero unico”.

Entrato in questo gruppo a 24 anni, molto giovane, era ancora studente e come tutti i ragazzi, “alla ricerca dell’ombelico”, di quello che voleva, della sua strada. In risposta ad un annuncio anonimo, è iniziata la sua avventura con Amorim. Colloqui, selezioni e finalmente il si.

Per 8 anni manager in Portogallo, e poi, terminata la laurea in giurisprudenza, un’altra occasione: la possibilità di sviluppare il mercato italiano.

“La cosa che più mi ha fatto credere in Amorim, è stata la voglia dell’azienda di lavorare con i giovani. Già all’età di 25 anni, avere la possibilità di girare il mondo, confrontarsi con esperti, istituzioni…ti forma davvero. È stato difficile, ma è lì che mi sono fatto le ossa”. Lavorando a stretto contatto con culture e realtà diverse, il carattere si plasma, tu prendi forma. La scuola della vita, della realtà, quella dove si impara la capacità di adattamento, di lettura degli altri. Un percorso professionale che aiuta a formare sé stessi, un tassello alla volta.

Carlos si definisce un ambasciatore del sughero. Rivede molti dei suoi presupposti di vita in questo materiale e nelle sue caratteristiche. Un materiale che ha una componente bellissima di sostenibilità, bellissima anche da raccontare. Amorim “lavora la natura”. Una natura che ha bisogno di tempi, di ritmi, di rispetto. “Non deturpiamo, decortichiamo ma non derubiamo gli alberi.

Decortica

Il sughero è una risorsa che esiste da milioni di anni, in una zona del mondo confinata, il bacino del Mediterraneo e della penisola iberica. Una regalo della natura, da proteggere ed usare con cura. Quando si stappa una bottiglia di vino, il tappo è visto come oggetto quasi senza valore, ma quando si inizia a conoscere la storia del sughero, ci si rende conto di cosa c’è dietro. Il sughero dona al vino delle caratteristiche uniche. È una materia organica. Il vetro delle bottiglie è naturale, ma non vivo come il sughero che è un pezzetto di legno che interagisce con il vino. Non esiste un pezzo uguale all’altro. I materiali naturali spesso portano con sé insegnamenti che menti attente possono apprendere facilmente. Non solo in termini di rispetto ambientale, ma di gestione equilibrata e sostenibile di ogni sistema.

Sede Amorim Cork Italia

Amorim Italia vive la sostenibilità come una responsabilità.

“Ogni cosa che facciamo deve avere un grande senso di sostenibilità, economica, ambientale e sociale. Un imprenditore che non pensa a questi tre assi, dal mio punto di vista è un imprenditore che non ricopre correttamente il proprio ruolo”. Il ruolo di assicurare che le generazioni future possano ricevere un mondo almeno identico a quello trovato dalle precedenti.

Il primo passo per intraprendere questa strada, inizia con la sostenibilità economica. “La produzione di utili è un prerequisito. Se non creo ricchezza, non posso investire in ricerca, in tecnologia, in materie prime, in comunicazione…non posso investire in nulla…”. A pari passo però c’è la scelta del proprio stile manageriale. In Amorim c’è la convinzione che ogni azione debba impattare positivamente sull’ambiente e che non si possa parlare di imprenditori “illuminati” se l’operato di questi provoca danni al nostro pianeta. “Dobbiamo riuscire ad avere politiche che vadano incontro agli aspetti di mantenimento dell’ambiente nel quale viviamo. Se poi, come nel nostro caso, la materia prima con cui lavoriamo e da cui dipendiamo è una materia naturale, ancor di più dobbiamo avere una politica di protezione nei confronti delle risorse naturali che devono essere tutelate sempre”.

100% Sustainable

Il modo di vivere deve diventare “user friendly” rispetto a tutto ciò che ci dona il pianeta.

“In Amorim scegliamo i nostri fornitori di energia elettrica perché ci forniscano energia da fonti 100% rinnovabili e questo non costa nulla in più rispetto alla scelta di un fornitore di energia da origine fossile. È questione di filosofia…Prediligiamo i materiali di provenienza forestale certificati FSC. Cosa ci costa questo? Poco o niente. Abbiamo deciso di eliminare il nastro adesivo dei nostri imballaggi perché abbiamo scoperto un cartone ad incastro. Perché usare il nastro adesivo se il mondo è pieno di plastica?” È questione di forma mentis, di volontà di intraprendere una strada piuttosto che un’altra, a volte a costo zero, altre volte investendo per il pianeta.

Non sprecare niente della materia trattata, perché tutto può essere una risorsa. Con il sughero si parte dalla foresta, e anche la polvere generata nella produzione viene utilizzata per creare energia da biomassa. Niente è da buttare.

Arte, bambini e riciclo dei tappi

Poi c’è l’aspetto sociale della sostenibilità, le Persone. “Noi non siamo dei manager tanto per essere manager…noi siamo dei manager di talenti”. La gestione del talento è secondo Amorim il ruolo principale del manager e dell’imprenditore, che non può pensare di essere l’unico illuminato attorno a cui ruota un’azienda. L’imprenditore deve gestire il talento dei propri collaboratori, deve far crescere questo talento. “Io sono molto contento di avere persone più brave di me qui dentro, perché quando ti confronti con persone più brave, anche tu migliori, cresci. Invece se ti circondi di incapaci o passivi, anche tu diventerai così. Se stai con persone capaci, proattive, automaticamente non ti fermi mai. Gli One man show non arrivano lontano…sono aziende che tendono ad implodere”.

La sensazione di Carlos è che molti imprenditori si stiano rendendo conto che bisogna fare qualcosa per cambiare, ma allo stesso tempo, pensa che si sarebbe potuto fare di più… “mentre noi siamo a una velocità di crociera di 200km all’ora, ci sono tante aziende che viaggiano a 20km all’ora. Credo che dovremmo essere di esempio per loro perché noi sfruttiamo le risorse in maniera diversa. Le persone ad esempio, sono propulsori, ogni risorsa umana è una spinta in più che ti permette di accelerare”.

Valorizzare l’individuo è normale per Amorim. Non greggi di pecore…ma atomi di energia.

Per essere sostenibili si può iniziare da piccole scelte. Essere sostenibili significa essere responsabili.

Amorim Cork Italia – People

“Lo Stato dovrebbe essere il motore di questo senso di responsabilità, ma fino ad oggi le cose non sono andate così. Le politiche quando riescono a vedere la luce, sono spesso a breve termine…ma quando si parla di sostenibilità, le azioni e i piani da intraprendere dovrebbero essere a lungo termine, almeno ventennali! Oggi sono le aziende consapevoli che trainano questo fenomeno”. Le aziende in base alla propria sensibilità danno il ritmo alla sostenibilità.

Il mondo evolve e anticipare o intercedere le opportunità che offre l’innovazione è d’obbligo. Tutto si muove ad una velocità inarrestabile. Tutto è sempre più connesso…ma la legge per evitare il caos, la detta l’equilibrio. Per Amorim l’equilibrio ha un ritmo, quello della natura.

Si dice che quando si pianta un albero di sughero non lo si pianti per i propri figli, ma per i propri nipoti.

9 anni è il minimo di legge prima di poter fare la prima decortica. Il primo sughero è disponibile dopo 25 anni – diventati 8 con il metodo di irrigazione goccia a goccia – “non vogliamo velocizzare il ciclo eccessivamente; un tappo di sughero deve avere 9 anni, perché ogni anno è un anno di accrescimento”. Solo dopo la terza decortica si potrà avere il sughero giusto per realizzare tappi. Per il primo sughero da tappi si dovranno attendere infatti 26 anni.

Americo Amorim

Amorim esiste da quasi 150 anni e in questo tempo ha osservato il proprio impatto sulla natura, misurando le proprie scelte e valutando sempre fino a che punto spingersi nel rispetto dei cicli vegetativi delle piante.

Un rispetto che Carlos fatica a vedere nelle azioni di tutti i giorni. “Sembra che il mondo non abbia compreso le lezioni del passato e continui a maltrattare il pianeta. I leader oggigiorno si preoccupano di più di lavorare sulla propria immagine che non sulla sostanza, sull’azione incisiva e profonda. Le persone stanno andando verso una situazione di non ritorno. Questo mi fa male per tutte le generazioni a venire”.

Se ogni persona pensasse di dover lasciare a chi arriva un mondo almeno identico a quello che ha trovato, probabilmente fermeremmo questa escalation di deterioramento del pianeta. Tendiamo a pensare a noi stessi, egoisticamente solo al nostro presente, senza visioni in prospettiva. Ma la dimensione di immediatezza impedisce di costruire, di osservare, di capire. Abbiamo un pianeta bellissimo, ma dobbiamo iniziare a proiettarci verso l’idea di possibilità, di abbondanza, del godere dell’oggi, tenendo per mano il domani.

Giulia Angelon

 

Amorim Cork Italia S.p.A. Unipersonale
Via Camillo Bianchi, 8 – 31015 Conegliano (Treviso) ITALY
Tel. 0438 394971 – www.amorimcorkitalia.commail.acit@amorim.com

Imprenditori Luminosi a Km 0
Dersut
Un Caffè fatto di persone

E’ bello scoprire come nasce un prodotto. E’ un modo per scendere un po’ più in profondità, per non essere solo un consumatore, ma un conoscitore – anche se poco esperto – dei processi, dei tempi, della natura.

Il caffè è uno dei quei prodotti che fa parte della nostra quotidianità da centinaia di anni. Da bevanda rinvigorente derivata dall’infusione di bacche a elitaria “acqua nera e calda” consumata nei caffè inglesi tra dibattiti sull’arte e la politica, fino all’espresso italiano dal profumo intenso che tutto il mondo conosce.

Alla Dersut di Conegliano, il percorso inizia da qui, dalla storia del caffè, “dalla pianta alla tazzina”. All’interno dell’ex essiccatoio Bozzoli, è nato il “Museo del caffè”.

Un viaggio divertente dalla pianta Coffea Arabica, ai processi di tostatura e macinatura, passando attraverso collezioni di macchine da caffè, tazzine, insegne, ricordi di un’impresa di famiglia.

Lara, amministratore delegato e nipote di Vincenzo Caballini di Sassoferrato ed Elisabetta Gianfrè, i pionieri dell’azienda, ci ha raccontato con i suoi occhi il mondo Dersut.


Fondata nel 1947 da due triestini, De Rosa e Suttola, già nel 1949 viene rilevata dalla famiglia che la renderà una grande azienda. Vincenzo ed Elisabetta iniziano la loro vita tra i chicchi del caffè, spostando l’attività da Trieste a Conegliano.

Quasi 70 anni dopo, con la stessa passione, Lara, assieme al padre Giorgio e alla sorella Giulia portano avanti la loro storia. Un percorso fatto di consapevolezza acquisita negli anni e di orgoglio per quello che è stato creato dalle generazioni precedenti. Una passione che si fonda su riflessioni, sul guardarsi indietro rendendosi conto di quanta strada è stata fatta, la fatica, il rischio d’impresa, l’aver osato, lo spirito imprenditoriale di iniziare un’avventura, i sacrifici…
E sono questo orgoglio e consapevolezza a creare il senso di responsabilità, la voglia di fare bene il lavoro nel presente, guardando al futuro.

 

“Il fatto di aver inaugurato il museo nel 2010, nato da un’idea di mio padre Giorgio, e di aver avuto la possibilità di ricostruire a approfondire la storia di famiglia, dà una carica in più. Io penso sia necessario guardare al passato per dare valore a quello che è stato fatto; questo ti fa probabilmente lavorare in maniera diversa nel presente. È bello vedere l’evoluzione delle cose, dei prodotti ed esserne consapevoli”.

Come natura comanda, con il tempo viene il cambiamento.

Distinguersi oggi è complesso e molte sono le doti che un imprenditore deve sfoderare per trasformare un progetto in un successo.

Il lavoro quotidiano, la perseveranza e la costanza, sono ingredienti fondamentali agli occhi di Lara. E poi c’è il l’attenzione per tutto il resto. Puntare sulla qualità, saper raccontare il proprio prodotto e sapersi raccontare come azienda.

Tra i progetti per cui Dersut si distingue, ce n’è uno in particolare: l’inserimento del caffè espresso italiano tradizionale nella lista dei beni immateriali Unesco. Un percorso portato avanti dal padre Giorgio che si è messo in prima linea insieme ad altri torrefattori e operatori del comparto caffè per tutelare l’eccellenza italiana nel mondo.

“Anche questo credo sia un esempio di un “fare” luminoso o illuminato che dir si voglia. È uno spendersi per gli altri, per il progetto”.

Per un’azienda che si muove tra tradizione ed innovazione, mantenersi fedele alla propria storia è un must. L’innovazione nasce dalla voglia di evolvere e dalla necessità di essere competitivi, al passo con le tecnologie e con la velocità dei tempi odierni dove tutto cambia in un attimo.

Il lavoro di squadra, la motivazione, l’esperienza dei collaboratori, e il coinvolgimento dei giovani giocano un ruolo fondamentale nei progetti Dersut. Quando diversi modi di vedere si intersecano e trovano un equilibrio, è lì che nasce un successo per l’intera azienda.

“Il risultato migliore si ottiene quando l’esperienza si combina con la freschezza delle idee e la purezza dell’approccio nuovo dei giovani. Il lavoro dei ragazzi è un valore aggiunto. Credo sia necessario per tutti mettersi in gioco. Non dico si debba essere sempre soggetti a cambiamenti, ci vuole anche continuità, ma la capacità di mettersi in discussione è fondamentale…Questa è proprio una delle cose più difficili nella vita, sia a livello lavorativo che personale. Avere dei collaboratori giovani serve a tutti per osservare sé stessi e migliorare”.

Dersut investe e crede molto nella formazione delle persone e nel creare cultura nel mondo della torrefazione. Il caffè è visto come uno stile di vita, come momento di incontro. La prima bottega del caffè di Venezia era un punto di ritrovo di intellettuali, di artisti… luogo di discussione stimolante dove nascevano fervide idee. Il caffè era un po’ un collante tra tutte queste persone. La stessa atmosfera la possiamo ritrovare nelle caffetterie monomarca aziendali: Bottega del caffè Dersut, Italiana Caffè, Giornale & Caffè e Caffè Light. La formazione di baristi e gestori ha oggi un ruolo sempre più importante e per questo Dersut da anni investe sulla cultura del caffè organizzando ogni mese all’interno del proprio Museo dei corsi di formazione/ degustazione. La semplicità del gesto di preparare un caffè porta con sé un mondo da raccontare. È la cultura degli operatori professionali a fare la differenza.  il Caffè Light (decerato e perciò più leggero e digeribile), il Non plus Ultra (miscela certificata  100% di selezionati Arabica), il caffè biologico Dersut Bio, la miscela Oro Top Quality, certificata Espresso Italiano di Qualità, Inei e Gold Medal, le proposte della linea Italiana caffè, le monorigini…un patrimonio di gusto da regalare ogni giorno ai clienti, rendendoli partecipi di ciò che consumano.


I

L’espresso perfetto può essere sintetizzato dalla Regola delle 5 M: miscela, macinatura, macchina per il caffè, manutenzione, mano del barista.

Nasce dalla qualità della materia prima, della miscela, fatta di un’armonia di note create sapientemente dai torrefattori e finisce con il gesto di una mano esperta che prepara una tazzina di intenso piacere…si perché la persona è fondamentale e al di là di tutte le certificazioni, è la passione e l’amore per quello che si fa ad illuminare ogni cosa.

“Io parto sempre dalla persona, cerco di metterla sempre al centro”.

 

Giulia Angelon

 

Dersut Caffè S.p.A.

Via T. Vecellio, 6 – 31015 Conegliano (Treviso) ITALY

Tel: +39 0438 411200 – www.dersut.itinfo@dersut.it

Dersutmag – www.dersutmagazine.it – webmagazine: territorio, viaggi, ricette e caffè!

Imprenditori luminosi a Km 0
Latteria Perenzin + P.E.R

 

A volte chi ci mette al mondo è talmente immerso nella passione per il proprio mestiere che non si limita a trasmetterci il colore degli occhi o la forma delle dita, ma con noi, tramanda anche un sentimento latente e profondo per ciò che anche egli ama.


Nel 1956 Angelo Perenzin decide di costruire una sua latteria di Bagnolo (attuale sede) che condurrà con i figli Gino, Rocco ed Egidio

Emanuela Perenzin è nata con una passione nel DNA, una passione fatta di latte, di formaggio, di cose buone e naturali.
Quella del casaro è una fiamma che per quattro (ormai cinque!) generazioni ha illuminato il percorso di una famiglia attraverso cambiamenti ed evoluzioni.

Mantenere viva nel tempo una tradizione è soprattutto questione di stile!!! É lo stile di vita che fa la vera differenza.
Far vivere le varie generazioni nella propria passione, dando il buon esempio, mostrando che ogni gesto, ogni azione conta e che può essere fatta bene, con cura e dedizione…permette all’amore che tu stesso provi di radicarsi nel cuore delle nuove generazioni, trasformandosi in un modo di essere e di sentire le cose diverso, profondo e genuino. “Non si tratta di imporre regole, ma di dare l’esempio”.
Emanuela ha trovato un’azienda e l’ha portata avanti. Per lei è stato tutto spontaneo. “Non ricordo nemmeno il momento preciso in cui ho deciso di intraprendere questa strada. Da bambina, a 4-5 anni ho iniziato a vivere la latteria, guardavo e imparavo giocando”. Non una vera e propria scelta, ma un percorso vissuto in maniera estremamente naturale.


La prima latteria aveva sede a Tarzo, era condotta dal bisnonno Domenico con i figli già da prima del 1906; nel 1930 il nonno Angelo Perenzin si è trasferito nelle Mire tra Refrontolo e San Pietro di Feletto dove ha avviato la sua latteria


Dal 1991 la gestione è passata ad Emanuela, figlia di Egidio ed al marito Carlo

Ora si sta facendo avanti anche la quinta generazione, che porta sulle spalle una storia ancor più lunga! Nei figli Emanuela percepisce la stessa passione. Che scelgano di portarla all’interno dell’azienda o in realtà più lontane, l’impronta è la stessa. Uno di loro attualmente lavora in un caseificio in Nuova Zelanda; uscire dal cerchio di cose a cui si è abituati e fare esperienza toccando con mano altri mondi, porta solo ricchezza. Nella vita non è detto che si rimanga sulla stessa strada per sempre. Passione è un modo di vivere le cose più che un percorso già segnato.


Ieri


Oggi

Passato e Futuro si incontrano grazie a queste generazioni che intrecciano i loro percorsi, in uno scambio di immensa ricchezza. Le nuove generazioni portano l’innovazione e la vecchia generazione le accompagna portando la tradizione.
Tradizione e innovazione si intersecano. Rispetto a questa realtà casearia però più che sulla tradizione, il fuoco è sul legame con il territorio, un’energia che tiene sempre connessi alla terra dove si è nati e dove si lavora, ai suoi prodotti, ai profumi, ai colori.
“L’unica tradizione che abbiamo portato avanti è l’ubriacatura dei formaggi”. Molte altre cose invece sono cambiate, dalla materia prima stessa (vedi i formaggi di malga ormai rarissimi). La vera sfida è mantenere il legame con la tradizione evolvendo con la tecnologia e con la scelta delle materie prime che cambiano. Si cerca di innovare mantenendo sempre una connessione con la tradizione. Rispetto ai formaggi ubriachi ci sono 7/8 tipi di ubriacature e formaggi diversi, sia nel latte che nella tipologia di uva utilizzata. Anche in questo c’è innovazione, ad esempio il Capra al Traminer, prodotto di punta è nato mettendo insieme materie prime diverse rispetto a quelle utilizzate in origine, ma mantenendo il metodo di produzione tradizionale.


La stagionatura dei formaggi

Tradizione significa soprattutto non perdere mai l’atteggiamento con il quale si fanno le cose.
In un’azienda artigiana c’è ancora la sensibilità dell’uomo in quello che viene fatto. E qui molto si fa a mano, come la stagionatura dei formaggi sulle assi di legno, che vengono girati rispettando tempi e ritmi precisi…La presenza umana fa ancora la differenza.


Capra al Traminer

Decidere quando giunge il momento di innovare non è semplice. E’ una scelta strategica e di sensibilità: “è necessario analizzare la situazione e ponderare molte variabili, costi, materia prima disponibile, esigenze dei consumatori, attuali e future e far colloquiare tutti gli attori produttivi è molto complesso. Le valutazioni da fare sono a 360 gradi, ma l’aspetto in assoluto più delicato nel nostro settore è la materia prima. La legge della domanda e dell’offerta gioca come sempre un ruolo importante, ma nel nostro settore, le tempistiche di risposta in termini di offerta, sono molto più dilatate di altre realtà. Per questo è necessario lavorare sempre con una visione strategica di medio lungo termine. Aprire e chiudere una stalla non è una cosa che avviene in pochi giorni…servono anni. Una stalla bio poi…richiede tempo, conversione” …forse ritmi più vicini a quelli della natura rispetto alla frenesia di noi uomini.


P.E.R. (Percorsi Enogastronomici di Ricerca)

Sei anni fa una nuova avventura: P.E.R. (Percorsi Enogastronomici di Ricerca), un progetto nato dalla semplice idea di poter accogliere il turista. In un territorio così ricco di prodotti meravigliosi, le richieste di degustazioni sono infatti molto frequenti e P.E.R. è un luogo dove fare esperienza del mondo del formaggio a tuttotondo. Dalla Bottega del gusto dove acquistare tutte le specialità, al cheese bar e ristorante dove godere delle note più autentiche dei sapori della nostra terra.

Ambiente e Sostenibilità sono temi sempre più importanti per chi guarda il mondo con occhi lungimiranti e una consapevolezza in evoluzione. Da decenni la Latteria Perenzin promuove il Biologico e la conversione ogni qual volta ce ne sia l’opportunità, dando supporto ad aziende che vogliano muoversi in questa direzione.
I prodotti sono il più naturale possibile, non necessariamente tutti bio, ma sempre fatti bene.

La responsabilità rispetto alla questione della sostenibilità sta in capo ad ognuno. “Dal canto suo, lo Stato può fare la differenza, aiutando le aziende e supportandole in questo percorso e nella transizione che spesso è necessaria da vecchi a nuovi modi di lavorare”. Il singolo gioca sempre comunque un ruolo fondamentale, in fin dei conti, la società non è altro che la somma di ogni unità…e le azioni da fare per cambiare sono moltissime; si potrebbe iniziare a non sprecare il cibo ad esempio. “Compra quello che ti serve e mangialo. Non buttare via niente”.


I formaggi dell’Accademia dell’arte casearia

P.E.R. nasce anche per fare cultura: uno spazio dove creare consapevolezza nel valore del cibo sano e buono.
Accanto a questo, dal 2011 è stata creata un’altra realtà innovativa, fatta di cultura e concretezza: l’Accademia dell’arte casearia. Un progetto nato per promuovere l’antico mestiere artigianale del casaro. “Ricerca, studio, processi di formazione, valorizzazione e diffusione dell’Arte Casearia e dei suoi strumenti pratici, questi gli obiettivi che l’Accademia si pone e che vuole trasmettere”.

Disegnare nuovi P.E.R.corsi ricordando il suono inconfondibile dei passi che ci hanno portato dove siamo.

A nice way to evolve.

Giulia Angelon

Latteria Perenzin
Via Cervano, 77 31020 Bagnolo (TV)
tel: 0438 34874 – www. perenzin.com– info@perenzin.com

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